azienda tasse ridotte

Una indagine della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese), rileva una delocalizzazione generale da tutto il Bel Paese: parliamo di una “perdita” per l’Italia che ammonta a 1 milione e 600 mila posti di lavoro. Il trasferimento verso gli stati esteri si aggira su ben 27 mila aziende negli ultimi 10 anni di operato.

Ci sono regioni italiane nelle quali si attesta un maggiore trend di fuga: il Nord Italia è quello maggiormente colpito per l’ovvia influenza geografica dei confini oltre alpi, parliamo precisamente della Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna ed il Piemonte; numeri più bassi invece per le regioni del sud tra le quali si attesta trai primi la Puglia.

Aziende tasse ridotte: quali regioni sono le più colpite

Decade, pertanto, il falso mito delle regioni settentrionali e comincia a diffondersi sempre più rapidamente, accelerato sicuramente dal processo di Crisi che avvolge interi continenti, in tutta Italia senza alcuna distinzione di Nord, Centro e Sud. Lo scopo è sempre uno: riuscire ad ottimizzare i guadagni e ridurre i costi, contesto nel quale l’Italia non offre di certo un gran panorama abituati ad un grande mole di tasse che talvolta strangolano i profitti.

Un esempio? Il tax rate è teoricamente del 31,4% (del quale il 27,5% Ires mentre il 3,9% per Irap) ma nella maggior parte dei casi arriva a raggiungere o superare il 69%. Non serve un economista per comprendere che l’Italia non abbia i valori giusti per stimolare l’avvicinamento e l’avvio di nuove attività.

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Le nazioni che ospitano ed attirano maggiormente gli imprenditori sono sicuramente la Slovenia e l’Austria: un comunicato dell’Associazione Piccole e Medie Industrie (API) del Friuli Venezia Giulia, parla di 600 attività trasferite nella prima e ben 900 nella seconda.

Aziende tasse ridotte: Austria

L’Austria ha visto negli ultimi anni un aumento di avvio di attività entro i propri confini: le società che hanno sede amministrativa e legale sul territorio austriaco rispondono di una tassazione sui redditi prodotti pari al 25%, a differenza di alcuni stati che subiscono tasse sui redditi d’impresa. Il livello di tassazione è decisamente più basso di quello italiano, anche se viene a crearsi una incongruenza rappresentata dall’Irap che gravando sul costo dell’organico va a colpire anche l’attivo dell’azienda.

Leggi anche: Tassazione nella Repubblica d’Austria
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Aziende tasse ridotte: Slovenia

Abbiamo parlato spesso del perché molti italiani abbiano deciso di avviare una propria attività nei confini slavi, ed altrettante volte abbiamo elencato i vari motivi e benefit che aiutano di gran lunga il processo di vita dell’attività commerciale in questo paese. Il livello di tassazione che colpisce le attività slave è pari al 20%, inoltre vi sono numerose riduzioni particolari ed agevolazioni riconosciute a particolari settori o zone economiche che soffrono maggiormente (le “nicchie”). Non solo, vi è un’agevolazione per le imprese che raggiungono e superano il 51% del fatturato in esportazione, che permette alle stesse una detassazione del reddito imponibile (relativi ad investimenti per nuovi impianti).

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Leggi anche: Scopri tutto ciò che c’è da sapere per aprire una attività in Slovenia

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