Il redditometro è uno strumento che ormai in molti (purtroppo per loro) hanno imparato a conoscere nel corso di questi ultimi anni.

Evasori

Per i meno esperti in materia e per gli sbadati, questo particolare strumento è stato introdotto per riuscire a stanare gli evasori (sia totali che parziali). Qual è il funzionamento di questo strumento, in parole semplici?

Il redditometro si basa su uno strumento previsto dall’ordinamento fiscale italiano, il cosiddetto “accertamento sintetico”, attraverso il quale è possibile risalire al reddito di persone fisiche (quindi non solo di imprese ma anche di privati cittadini) da parte degli enti preposti all’accertamento fiscale (in primis l’Agenzia delle Entrate) sulla base di determinati parametri ed elementi che lo caratterizzano: quando il reddito dichiarato si discosta di oltre il 20% da quello presunto secondo il redditometro (e quindi secondo i parametri dell’Agenzia) può scattare l’accertamento fiscale.

Giustificare gli acquisti

Quindi un soggetto che acquista un immobile ed un automobile di lusso in un determinato anno deve riuscire a “giustificare” tali acquisti con un reddito o delle dotazioni di denaro (o smobilizzi di proprio patrimonio) già esistenti.

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È uno strumento piuttosto semplice che permette quindi agli enti verificatori di riuscire a capire quando un soggetto cerca di “evadere” il fisco.

Il redditometro ha subito negli anni diverse variazioni e sono stati aggiunti diversi parametri di valutazione oltre quelli classici (ad esempio i già citati immobili ed auto di lusso), e nel 2013 è stato previsto un nuovo software che effettua il calcolo sulla base di ben 80 voci, fra cui:

Abitazioni

  • Abitazione principale
  • Seconde case
  • Mutui
  • Spese per ristrutturazioni
  • Intermediazioni immobiliari
  • Collaboratori domestici
  • Elettrodomestici
  • Apparecchiature elettroniche
  • Arredamento
  • Energia elettrica consumata
  • Gas consumato
  • Telefonia fissa e mobile

Mezzi di trasporto

  • Automobili
  • Minicar
  • Caravan
  • Moto
  • Natanti e imbarcazioni
  • Aerei privati
  • Mezzi di trasporto in leasing o noleggio

Istruzione

  • Asili nido
  • Scuola per l’infanzia
  • Scuola primaria
  • Scuola secondaria
  • Corsi di lingue straniere
  • Soggiorni studio all’estero
  • Corsi universitari
  • Tutoraggio e corsi di preparazione agli esami
  • Scuole di specializzazione
  • Master
  • Canoni di locazione per studenti universitari
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Queste solo alcune delle voci di cui tiene conto il software dell’Agenzia (dal nome piuttosto “tetro” SERPICO), che è stato notevolmente migliorato per permettere di scavare sempre più a fondo nelle abitudini degli italiani.

Cosa fare quindi se si riceve un accertamento da redditometro?

Innanzitutto mantenere la calma (ricevere un accertamento non equivale ad essere sanzionati), recarsi presso il proprio commercialista, patronato o caf, e raccogliere tutte le “prove” che dimostrino al fisco di essere in errore.

Ricordiamo (per i più “spavaldi”) che l’Agenzia delle Entrate ha messo a punto un software che permette di verificare se si è a rischio redditometro, il cosiddetto “Redditest”, che permette di verificare il proprio reddito sinteticamente sulla base delle spese e confrontarlo con il proprio reddito reale.

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Giovanni De Lorenzi

Giovanni De Lorenzi

Giovanni De Lorenzi è Dottore Commercialista iscritto all'Ordine di Padova e opera nel settore della consulenza fiscale
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