controlli conto corrente

Nonostante sia stata notificata il dietrofront sulle sanzioni in merito a prelievi da bancomat e sportelli, senza giustificazione, restano attivi i rischi di contestazione riguardo a prelievi dal conto correnti senza una motivazione.

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Siamo nell’era dove anche ciò che è nostro, deve essere ben analizzato e controllato dalla Pubblica Amministrazione, questo viene reso legittimo come strumento per bloccare e diminuire l’alta evasione fiscale che avvolge li Bel Paese. In questo caso, andremo ad analizzare la questione relativa ai conti correnti.

Chi è a rischio?

Tutti i conti correnti sono sotto controllo pertanto il fisco può decidere di mettere sotto esame antievasione il proprio con indagini finanziarie. I conti correnti analizzabili sono:

  • Lavoratori Autonomi;
  • Titolari di reddito di impresa.

Tutto ciò che riguarda i prelevamenti non contabilizzati o, di quelli per il quale non viene specificato il beneficiario, possono essere considerati come uscita non legalizzata e pertanto a rischio “evasione“. Il denaro prelevato può quindi andare ad alimentare il mercato degli acquisti in nero, e di conseguenza quello sulla produzione di beni e servizi venduti a loro volta.

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Alcune precisazioni

Dopo la sentenza 228/2014 che ha dichiarato incostitutzionale l’articolo 32 (Dpr 600/1973), che riguarda proprio l’aspetto non giustificabile da parte dei titolari di reddito di lavoro autonomo in base ai prelievi non dichiarati, la Corte Costituzionale ha stabilito che è “arbitrariale” mettere sulla stessa linea il lavoratore autonomo all’imprenditore.

Quando si viene citati in merito a prelievi “non giustificati“, sta a noi decidere per quale motivo abbiamo riscosso la somma in questione portando con se la dimostrazione di quanto detto. In questo contesto non sono esclusi alcuni lavori autonomi, come gli agenti di commercio od i promotori finanziari.

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Cosa fare per difenersi?

Se sei in regola e vieni richiamato per ragioni in merito al prelievo non giustificato, puoi difenderti trovando un assist o affidarti ai professionisti del settore. In base alla circolare 32/E/2006, «i verificatori devono astenersi da una valutazione rigida dei dati acquisiti, non trascurando le eventuali dimostrazioni, anche di natura presuntiva, che trattasi di spese non aventi rilevanza fiscale sia per la loro esiguità, sia per la loro occasionalità e, comunque, per la loro coerenza con il tenore di vita rapportabile al volume di affari dichiarato».

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