

La complessità dei mercati, l’evoluzione tecnologica, l’elevata proattività orientata al problem solving, hanno reso la professione del commercialista completamente diversa da qualche decina di anni fa: un tempo il ruolo del commercialista era quello di rappresentare l’uomo di fiducia del signor imprenditore con declinazioni verso la parte fiscale, tributarista e qualche consiglio in ambito di gestione aziendale. Non dimenticate il successo travolgente di molti progetti web come Debitoor o semplicemente giochi come Clash Royale e Clash of Clans: dovete essere voi ad andare incontro ai clienti e non il contrario, ed i clienti sono online!
Oggi le esigenze del cliente sono radicalmente cambiate a causa della crisi economica e pertanto il commercialista si colloca in un ambiente competitivo molto complesso e difficile da decifrare; dall’altro tuttavia ha grandi opportunità di business da approcciare con professionalità e strategie.
Questa arena competitiva fa emergere un obiettivo chiaro e obbligato: le aziende devono sopravvivere sul mercato, cercando dove possono di innovare con investimenti mirati e senza sprechi.
Evoluzione tecnologica: l’arma a doppio taglio
L’evoluzione tecnologica da un lato può facilitare determinate attività aziendali, tuttavia dall’altro può ridurre la necessità di interventi umani; pensate la contabilità com’è cambiata: oggi sul mercato si trovano diversi software per la contabilità adattabili a tutte le esigenze, flessibili e personalizzabili.
Scenari che devono far riflettere i commercialisti, che devono rivedere la propria professione e riorganizzarla a 360° sfruttando le opportunità del mercato. L’era del commercialista fiscalista è finito.
Il Commercialista non può limitarsi a rimanere nei settori tradizionali e altamente concorrenziali dove la guerra dei prezzi bassi e dei tempi ridottissimi di erogazione dei servizi la fanno da padrone. Occorre scegliere la direzione del commercialista inteso come professionista globale e a 360° capace di dare valore aggiunto al cliente; ad esempio qui di seguito sono suggerite alcune aree d’intervento da sfruttare e proporre agli imprenditori:
Il commercialista inoltre deve trasformarsi in commercialista 2.0 ed essere capace di sfruttare le potenzialità offerte dalla rete nell’era dei social network. Si avete capito bene: il commercialista deve fare web marketing per una serie di ragioni:
Il concetto di Commercialista 2.0 non si identifica solo con la semplice presenza sul web attraverso la messa on line di sito istituzionale e vetrina dove ci si presenta e si elencano i servizi proposti. Oggi una simile strategia sul web è anacronistica e serve a poco o nulla. Se vuoi attirare clienti e ricercare nuove opportunità occorre cambiare marcia seguendo una chiara strategia di posizionamento incrementale sul web. Come? Ecco un vademecum per come iniziare.
Il primo passo è quello di mettere on line un blog; si può far utilizzare una soluzione fai da te oppure scegliere la via dell’outsourcing avvalendosi di agenzie specializzate (www.babitamedia.it) per avere un prodotto di qualità e con un minimo di peculiarità in termini di usabilità, grafica, velocità di caricamento e sicurezza; sul blog periodicamente occorre proporre articoli in grado di dare valore aggiunto agli utenti e parimenti di incuriosire per avere ulteriori informazioni e approfondimenti.
Gli articoli devono essere focalizzati su tematiche riguardanti, ad esempio, commenti a nuove normative, descrivere delle linee guida per implementare determinate procedure, presentare case study pratici, modelli previsionali di finanza o di controllo di gestione.
La presenza sui social network è ormai diventata una strategia fondamentalmente obbligata per 3 motivi:
È impossibile essere presente su tutti i social media e saper gestire con efficacia e costanza ogni profilo, anche se esistono piattaforme come Hootsuite, che possono automatizzare certe operazioni quotidiane. Inizialmente è preferibile focalizzarsi su alcuni social network.
Qui di seguito, si suggeriscono 3 direzioni strategicamente affini al ruolo del commercialista:
Naturalmente potremmo poi fare un ulteriore elencazione di altri social network e microblogging; infatti i suddetti social network, non sono a priori i più rilevanti, ma decisamente sono quelli che meglio, a nostro avviso, si adattano ai commercialisti; l’elenco sarebbe molto più lungo e comprenderebbe: Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, YouTube, ecc.
L’era di social media e del web ha portato verso nuove frontiere di marketing: stiamo parlando del content marketing. In realtà il marketing dei contenuti non è un’idea nuova: le pubblicità hanno sempre trasmesso un contenuto in forma visiva, di immagini o di messaggio; la differenza è che oggi è possibile trasmettere un contenuto utilizzando diverse forme: articoli, white paper, ebook, podcast, video, visual communication, infografiche, presentazioni on line, webinar, emagazine, tanto per citarne qualcuna.
Il content marketing è una tecnica soft per attirare gli utenti senza essere invasivi e spudoratamente promozionali. Stiamo parlando di strategia di inbound marketing ovvero di una grande calamita che attira verso di se gli utenti, con esigenze, passioni e interessi similari.
Fare Content Marketing ha pertanto diversi benefici in termini di:
È scontato che i contenuti proposti devono essere di elevata qualità, originali e autentici.
Occorre pianificare pubblicazioni periodiche e misurarne i risultati in termini di visite, condivisioni, feedback, eventuali conversioni. Gli articoli devono avere una cadenza periodica costante e possono anche seguire una logica di argomentazioni a puntate per fidelizzare l’utente. Ad esempio un commercialista potrebbe proporre una serie di articoli, che trattano di come ridurre gli sprechi aziendali: i temi da trattare potrebbero essere l’individuazione delle aree aziendali critiche, la scomposizione dei costi, come fare efficienza, l’allocazione ottimale delle risorse, la presentazione di un modello in excel di monitoraggio delle spese, e così via.
Chiaramente fare content marketing richiede uno dispendio di energia e di tempo, ma se si propongono contenuti di qualità i risultati nel medio-lungo periodo si vedono e sono misurabili attraverso la web data analysis. (altri esempi pratici possono essere trovati al seguente link: http://www.b2corporate.com/content-marketing-in-pratica-alcuni-esempi).
Una tecnica salva tempo potrebbe essere quella del riutilizzo dei contenuti, rivisitandoli sotto una diversa veste. Ad esempio se ho scritto un ebook tematico, potrei poi pensare di diffondere una presentazione di sintesi in cui ripercorro i principali punti, arricchendo con immagini e diagrammi.
Si può poi scegliere anche la via del guest post ovvero di proporre propri articoli su altri portali di riferimento; per i guest post e le interviste, si può suggerire portali come www.commercialista.com e www.b2corporate.com , che presentano un utente target in linea con il profilo del commercialista.
Un altro strumento molto in voga è quello dell’organizzazione di un webinar, una sorta di evento on line in cui parlare ad utenti potenzialmente interessati ad approfondire un determinato argomento. Organizzare un webinar da zero può non dare risultati apprezzati.
Ricordatevi poi di amplificare i contenuti, postando sui social network gli articoli oppure facendo utilizzo di piattaforme di content discovery (ad esempio Outbrain) per aiutarvi a raggiungere il target utenti prefissato e per valorizzare i vostri contenuti (http://www.b2corporate.com/content-marketing-come-raggiungere-il-target-utenti)
Direzioni da prendere ce ne possono essere davvero tante. Chi fa content marketing sa che è anche rilevante intraprendere una logica di sperimentazione e di learning by doing, pianificando gli obiettivi da raggiungere ed analizzando i risultati raggiunti. Ti consigliamo la lettura, inoltre, questo prezioso approfondimento che ti aiuterà nell’elaborazione e nella coordinazione del Marketing e la comunicazione professionale.