Il preventivo del commercialista: di quali elementi bisogna tenere conto?

Come accade per la quasi totalità dei professionisti, anche per il commercialista è piuttosto complesso comprendere appieno in pochi passaggi quali siano i costi per un cliente o potenziale tale: conviene utilizzare dei prezzi standard? far pagare per numero di fatture e documenti totali? Per ore di consulenza? Quali parametri prendere in considerazione? Innanzitutto ti consigliamo di partire da questa lettura di approfondimento sul Marketing, questo ti aiuterà a gestire al meglio il lato economico e capire anche la psiche dei tuoi clienti.

Tariffe minime

Non è possibile dare una risposta univoca, e soprattutto non è possibile dare un tariffario e un preventivo di massima “univoco”, visto anche che non esistono più le tariffe minime dopo le recenti liberalizzazioni. E’ però possibile per il professionista stabilire dei punti fermi per il calcolo approssimativo del costo per i servizi svolti.

Il cliente che riceve un preventivo chiaro e preciso, con la previsione di tutti gli aspetti connessi al mandato affidato al professionista, sarà sicuramente stimolato nella scelta del professionista (a prescindere anche dai costi) visto che ha un dettaglio preciso dei costi certi e potenziali: purtroppo accade spesso che, vista l’aleatorietà di alcuni servizi, i clienti si vedano aggiungere in parcella costi magari non previsti in fase iniziale, e questo è molte volte causa di fine del rapporto con il professionista stesso.

Bisogna tenere presente che i servizi svolti dal dottore commercialista sono diversi, dalla classica tenuta contabilità alle rappresentazioni presso pubblici, dalle perizie ai ricorsi presso gli enti finanziari.

Calcolo preventivo ad ore o per parametri della ditta/società?

Tra i due metodi è sicuramente preferibile operare con un calcolo basato sul volume d’affari e/o il numero di documenti contabili che vengono presentati. Solitamente il preventivo ad ore di consulenza viene utilizzato per consulenze specifiche su materie più “specialistiche”.
Ritengo preferibile calcolare il preventivo sulla base del numero di fatture previste (indicativamente) e sul volume d’affari, combinando entrambe le cose: non sempre un volume d’affari più elevato coincide con un numero di documenti contabili elevato, quindi è giusto prevedere in questo caso un sovrappiù ma limitato in caso di numero documenti contenuti.

Il preventivo deve essere onnicomprensivo?

Un preventivo difficilmente può essere onnicomprensivo dal mio punto di vista, poichè vi sono diversi aspetti variabili che possono anche non verificarsi nel corso dell’esercizio, come ad esempio:

  • Modello 770
  • Modello Intrastat
  • Certificazioni dei compensi soggetti a ritenuta
  • Dichiarazioni d’intento
  • Gestione IMU

E’ sempre bene prevedere a mio avviso dei costi appositi per tali prestazioni specifiche.

Vogliamo consigliarti la lettura e l'approfondimento di Marketing e Comunicazione per gli studi professionali, in quanto ti permetterà di completare l'argomento di questo articolo. E' disponibile anche con un forte sconto.

Come regolarsi per un preventivo per contabilità ordinaria?

Nel caso di società di capitali è a volte ancora più complesso stabilire un compenso in maniera preventiva: oltre alle variabili già viste in precedenza rientrano le operazioni con la cassa e i movimenti bancari. E’ sempre bene informarsi ad esempio, sui conti correnti da gestire e sul numero di operazioni bancarie, e sulle eventuali dichiarazioni dei soci.

Rosario Emmi

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Giovane commercialista molto attento al mondo delle start-up e con una propensione al lavoro sul web
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