bonus bebe

E’ operativo il decreto attuativo approvato il 10/04/2015 dal Consiglio dei Ministri, relativo al nuovo bonus bebè, per incentivare la natalità e aiutare i genitori per i primi anni.

Cosa comporta il decreto Bonus Bebè

Il decreto rende operative le modifiche previste dalla Legge di stabilità del 2015 (L. 23/12/2014 n.190, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2014). Per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, lo Stato riconosce ai genitori un contributo di importo pari a 960 euro all’anno, erogati in rate mensili da 80 euro, dall’INPS, a partire dal mese di nascita o di adozione del bambino.

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Il bonus sarà valido, fino al terzo anno di età del bambino o, in caso di adozione, fino al terzo anno in cui il bambino è entrato a far parte della famiglia; sempreché ovviamente rimarranno invariati i requisiti di accesso al beneficio fiscale. Possono farne richiesta i genitori, cittadini italiani o membri di uno Stato dell’Unione Europea o di uno Stato Extracomunitario se risiedono in Italia e se possiedono il permesso di soggiorno di lungo periodo di cui all’articolo 9 del D.Lgs. 286/98 residenti in Italia.

Quando richiedere Bonus Bebè

L’agevolazione è valida soltanto se il genitore che richiede l’assegno, presenta un reddito derivante dal nucleo familiare di appartenenza, determinato utilizzando l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità, secondo quanto stabilito dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 159/2013, non superiore a 25mila euro annui. Ovviamente tale soglia reddituale è riferita all’anno solare precedente a quello della nascita del bambino beneficiario dell’assegno. Se l’ISEE non supera i 7.000 euro annui l’importo è raddoppiato, ossia 160 euro al mese, anziché 80 euro. I predetti limiti di reddito non sono previsti a partire dal quinto figlio in poi.

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Come fare richiesta Bonus Bebè

Per ottenere il bonus bebè occorre fare la richiesta compilando la domanda online sul sito dell’INPS e inviandola, in via telematica, all’Istituto se si possiede il codice PIN, oppure rivolgendosi ad un Caf, un patronato o un intermediario abilitato che provvederà a predisporre il modello di domanda e a trasmetterlo direttamente all’Istituto.

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E’ possibile anche fare richiesta per telefono chiamando il numero verde 803.164 per chi chiama da rete fissa, o allo 06 164.164 per chi chiama da cellulare, ma in questo caso la chiamata è a pagamento secondo il proprio tariffario. La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o l’entrata in famiglia del bambino e, dopo averla ricevuta, l’INPS, provvederà a verificare il possesso dei requisiti. In tal caso, la domanda ha effetto dalla data di nascita del bambino e non si perde nessuna mensilità.

Richiesta Bonus Bebè dopo 90 giorni di nascita

Se invece la richiesta viene inoltrata dopo 90 giorni dalla nascita, il bonus decorrerà solo a partire da tale data.  Per i figli nati dopo il 1° gennaio 2015, ma prima dell’entrata in vigore del decreto attuativo (10 aprile 2015), i 90 giorni partono da quest’ultima data cosicché nessuna mensilità andrà persa.

Il bonus, come già detto in precedenza, dura tre anni, ma la domanda va presentata una volta sola, per il primo anno, mentre per il secondo e il terzo anno sarà sufficiente rinnovare l’ISEE annuale.

E’ importante sottolineare che l’assegno non è cumulativo ai fini IRPEF.

Annullamento Bonus Bebè

Il bonus bebè viene revocato, e di conseguenza l’INPS ne sospende l’erogazione, nei seguenti casi:

  • perdita dei requisiti richiesti dalla legge per l’accesso al bonus;
  • decesso del figlio;
  • revoca dell’adozione;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento del figlio a terzi;
  • affidamento esclusivo del figlio al genitore che non ha presentato la domanda.

In tutti questi casi, i genitori devono comunicare subito all’Inps la causa di decadenza e se non lo fanno devono restituire le somme indebitamente percepite.

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Gli investimenti statali del Bonus Bebè

Per il 2015 il Governo ha stanziato 202 milioni di euro, che nel 2016 diventeranno 607 milioni di euro e nel 2017 poco più di un miliardo, per una spesa totale in cinque anni stimata intorno ai 3,6 miliardi di euro. Quindi, è possibile ipotizzare che i soldi stanziati per il 2015 basteranno per almeno 200mila bambini. Tuttavia, in Italia ogni anno ne nascono più di 500mila e se si considerano anche le adozioni, comprese nel bonus bebè, è facile comprendere che i soldi non basteranno per tutte le famiglie che accolgono un bambino. Malgrado ciò il Ministero dell’Economia, ha garantito che nessuna famiglia ne rimarrà fuori. Infatti, i 202 milioni di euro stanziati sono solo una copertura di previsione, non un limite massimo e, di conseguenza, saranno accolte tutte le domande. Se necessario, infatti, i fondi saranno aumentati ricorrendo al fondo famiglia, che nel 2015 potrà garantire 298 milioni di euro.

Maria Lorena Totaro

Maria Lorena Totaro

Dottore Commercialista e Revisore Legale in Messina, esperta di finanza agevolata, creazione d’impresa, programmazione negoziata, piani di marketing e comunicazione, studi di mercato finalizzati alla penetrazione commerciale su nuovi mercati geografici.
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