tassazione italia

Non possiamo stupirci di continuare a sentire di record di tasse in Italia,  quando un editoriale di metà anni 80 come “Le 100 tasse” (di Giulio Tremonti) riporta le medesime tassazioni che ancora oggi paghiamo. Alcuni esempi? Il Bollo auto, il Canone RAI, la cedolare secca sugli affittiimposta sui tabacchi, tasse e contributi universitari e cosi via.

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Abbiamo assistito ad un aumento di tasse negli ultimi 4 anni pari a 2 punti percentuali (raggiungendo quasi il 44% di pressione fiscale). Le tasse non accingono a calare per un motivo legato agli stessi cittadini: l’evasione fiscale và a corrodere gli ipotetici tagli alle tasse.

Tasse e Crisi

Negli ultimi anni c’è stato un fattore che ha influenzato positivamente l’evasione fiscale: la crisi. Quest’ultima colpisce le famiglie ed i loro acquisti andando a colpire direttamente l’economia del paese, impoverendo pian piano sempre più cittadini. Proporzionalmente c’è sempre più popolazione che tenta questa strada, seppur gli strumenti utilizzati dallo Stato siano sempre più efficaci.

tassazione italia

Di certo occorre un piano di tagli che vanno però diluiti nell’arco di un triennio. La priorità cadrebbe sulle tasse sula casa, intenzioni di Governo ed infine quelle su imprese e redditi.

Tassazioni Italia con l’elaborato OCSE

Grazie al dossier di Il Sole 24 ore, che mette in evidenza l’elaborato dei dati OCSe dall’ufficio studi della Confcommercio, è ben visibile il totale delle imposte sui redditi, capital gains e sui profitti. Da questa analisi si evince come l’Italia si attesti al 14,2% come quota contro il ridotto di molti altri paesi della comunità europea (tra tutti la Spagna con 9,6%).

L’aliquota implicita di tassazione raggiunge il 42,8% sul settore lavoro, il 26,5% sull’impresa, 1,6% sugli immobili e del 17,7% sui consumi. Rispettivamente le medie europee attestano al 36,2%, 16,2% per quanto riguarda le imprese, 1,5 sugli immobili e e il 19,8 i consumi.

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In Italia la priorità del tasso sui tagli cadrà in primis sul prelievo sugli immobili: IMU e TASI apportano ad un gettito complessivo di 23,7 miliardi di euro (solo 19,1 miliardi per l’IMU) e che ha portato nelle casse dello stato il 15% in più quest’anno, rispetto all’imposta abolita nel 2013. Renzi ha già provveduto ad annunciare che il 16 dicembre 2015, sarà la data di abolizione della tassa sulla casa. Quindi, qualcosa già si muove.

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