jobs act

Secondo un resoconto dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps, ripreso poi dal Il Sole 24 ore, nel primo semestre del 2015 in Italia, si è visto un aumento di contratti a tempo indeterminati con un trend positivo del 36%. A differenza dei contratti a tempi determinati che sono invece rimasti stabili ed addirittura il calo subito dagli apprendistato.

La novità sono le conversioni dei vecchi contratti precari in contratti a tempo indeterminato che sono cresciute fino al 30,6% rispetto al 2014 (per oltre 331.900 contratti). La quota di assunzioni con rapporti stabili è cresciuta del 7,2% (Dal 33.6% al 40.8%).

Jobs Act ed effetti positivi?

Cresciuti anche i contratti full time dell’1,1% rispetto al 2014 e rappresentano oltre il 63% dei rapporti definiti in questi primi sei mesi di analisi.

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Prove fondate degli effetti del Jobs Act e dell’alleggerimento sugli sgravi sulle aziende che assumono a tempo indeterminato: i primi sei mesi del 2015 hanno segnato una variazione netta tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni di contratto (rispettivamente di 2.815.242 e 2.177.002) di quasi 640.000 unità, rispetto alle 395.000 dell’anno passato.

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