PEC per imprese (vecchie e nuove) entro il 30 giugno 2013: pro e contro

L’innovazione tecnologica (e in particolar modo informatica e telematica) che sta toccando tutti i settori è destinata a riformare anche la burocrazia (anche se non si conoscono i tempi), che è sicuramente uno dei tasti dolenti di questa nostra Italia: troppa lentezza nei processi, troppi passaggi per compiere semplici azioni.

PEC entro i termini

In tale contesto sono state introdotte alcune migliorie (anche se dipende dai punti di vista, dal mio caso sono sicuramente migliorie) che, seppur “minime”, si stanno inserendo nel solco della “de-burocratizzazione” e velocizzazione delle procedure: fra queste segnaliamo sicuramente la PEC obbligatoria per le imprese.

Tralasciamo il discorso sulla PEC (posta elettronica certificata) e sulla funzione e valenza che essa ha: basti pensare a questa come a un indirizzo postale “virtuale” che ogni soggetto possiede, a tutti gli effetti di legge.

Il decreto sviluppo bis (DL-179/2012) ha previsto l’obbligo per tutte le imprese di possedere un indirizzo PEC e di segnalarlo al Registro Imprese entro il 31 dicembre 2013 (data che è stata poi modificata, per una volta all’inverso, al 30/06/2013).

Obbligo PEC

In realtà tale obbligo derivava da una norma precedente, risalente al 2008, che obbligava anche i professionisti (in particolare quelli iscritti ad Albo riconosciuto) e successivamente le società di persone e di capitali ad avere la posta elettronica certificata, e nel caso delle società di comunicarle al Registro Imprese.

Per le nuove imprese costituite dal 24 ottobre 2012 scatta invece l’obbligo in fase di iscrizione al Registro Imprese di fornire un indirizzo PEC “in funzione” (vi è una verifica automatica del sistema Telemaco, quindi l’indirizzo deve essere attivo), e l’indicazione della PEC diventa così un elemento imprescindibile per l’inizio attività di impresa.

Possiamo considerare positiva tale introduzione e tale obbligo? In linea di principio direi di sì, ma vediamo quali sono pro e contro (a mio avviso) principali dell’obbligo PEC per le imprese:

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PRO

  • snellimenti dei processi burocratici
  • eliminazione del “cartaceo” o comunque sostanziale riduzione
  • comunicazioni in tempo “reale” con gli enti
  • stesso valore legale della posta “raccomandata”
  • telematizzazione dei processi, comunicazione più “web oriented”
  • nessun diritto o bollo per la comunicazione al Registro Imprese

CONTRO

  • costo della PEC: non vi sono infatti PEC gratuite, e quella governativa “non vale” ai fini della comunicazione al Registro Imprese
  • comunicazione per le imprese già esistenti da effettuare con Comunica, il che è piuttosto problematico senza l’aiuto di un professionista (a pagamento)
  • utilizzo della PEC scarso o inesistente da parte di soggetti poco avvezzi al web o magari più “anziani”: chi controlla la posta nel caso di comunicazioni?
  • possibilità di registrare un indirizzo PEC spedendo semplicemente copia del documento di riconoscimento, che può essere facilmente modificato.

Come scritto sopra ricordiamo che il termine ultimo per le imprese già esistenti per la comunicazione dell’indirizzo PEC è il 30 giugno 2013, quindi consigliamo di attivarsi velocemente per l’acquisto di un indirizzo e di informarsi presso il proprio professionista di fiducia per la comunicazione al Registro Imprese.

Rosario Emmi

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Giovane commercialista molto attento al mondo delle start-up e con una propensione al lavoro sul web
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