Fabio Ragazzi

Inauguriamo la nostra rubrica di interviste per conosce meglio i nostri professionisti “Gold”. Questa settimana intervistiamo Fabio Ragazzi, dottore commercialista di Bologna dal 2005.

Il dott. Ragazzi offre, attraverso il suo Studio, sia servizi tradizionali, come la tenuta contabile e gli adempimenti fiscali di varia natura, sia servizi di tipo evoluto, come consulenze aziendali rivolte alla riduzione dei costi, al recupero di efficienza, all’aumento di ricavi, e così via.

Come considera il ruolo del commercialista nello scenario economico attuale?

Il commercialista è una professione onnipresente in qualunque scenario economico e finanziario, grazie ad alcune peculiari caratteristiche che lo rendono un protagonista davvero unico: il commercialista è una figura multidisciplinare, è un interlocutore trasversale che può mettere in contatto settori e personalità apparentemente distanti, ed ha un punto di vista sulla vita imprenditoriale di assoluto privilegio.
Queste sono qualità che, in momenti difficili come quello che stiamo tutti vivendo in questi anni, fanno realmente la differenza. Non a caso, infatti, il commercialista è il professionista che, meno di tutti, ha sofferto la crisi: l’imprenditore, il lavoratore autonomo, il singolo cittadino, ha sempre bisogno, soprattutto nelle fasi difficili, di un professionista che sappia ascoltare il loro problema individuale, sappia contestualizzarlo e sappia affrontarlo proponendo più soluzioni possibili.
Ed è altrettanto vero che la Pubblica Amministrazione, di fatto, si avvale sempre di più dei professionisti “contabili” per raggiungere platee sempre più ampie ed eterogenee.
Ritengo quindi che il commercialista rivesta un ruolo importante e di estrema responsabilità, perché sono del parere che il contributo che arriverà dalla categoria a tutto il sistema sarà di grande valore e di grande qualità, per lasciarci finalmente alle spalle questi anni di sofferenze.

I suoi principali clienti in quali settori operano maggiormente?

La mia clientela è formata in prevalenza da piccole imprese e da liberi professionisti, chi in forma individuale, chi attraverso società, che operano in svariati settori: edilizia in primis, ma anche commercio, ITC e non profit. Seguo anche vicende di diritto tributario internazionale, nonché argomenti di carattere manageriale, quali controllo di gestione, organizzazione aziendale e riorganizzazioni di processi aziendali.
Soprattutto questi ultimi rappresentano il settore dove mi sto dirigendo con maggior impegno, poiché l’Italia, negli anni, si è un po’ arenata per quanto riguarda l’efficienza e la produttività; basta davvero poco per rendere un’azienda più dinamica e meglio organizzata.

L’orientamento al cliente è il principio che guida e ispira l’organizzazione dello Studio

Com’è cambiata, secondo lei, la professione del commercialista negli ultimi tempi?

La crisi, l’avvento delle tecnologie, la concorrenza da più parti (ora anche internazionale) stanno accelerando un cambiamento nella professione davvero epocale. Quando iniziai la pratica, nel 2000, tutto era molto diverso, oserei dire anche un po’ più semplice di oggi; negli anni, l’aumento del numero degli adempimenti, le norme fiscali, il calo del PIL hanno complicato le cose sempre di più. Nel tempo è stato evidente questo cambiamento nella quotidiana operatività, persino da un anno all’altro era possibile notare differenze più o meno sostanziali.
Ciò che mi colpì fin dai miei inizi nel 2000, però, era la percezione del commercialista tra la gente, tra le imprese, tra le istituzioni: un professionista necessario, ma che si limitava soltanto a tenere la contabilità e a comunicare quanto si doveva pagare di imposte e contributi.
Già allora si cominciava ad intravedere che ciò non era più sufficiente. Si cominciava a intravedere l’evoluzione a cui la categoria era chiamata, un cambiamento di paradigma che sdoganasse il professionista dalla contabilità e dalle tasse, per farlo diventare un collaboratore maggiormente poliedrico. Un partner d’azienda che fosse sì competente nelle sue consuete materie contabili e fiscali, ma che fosse anche capace di vedere con occhio critico l’intera organizzazione, che sapesse far risparmiare dei costi senza pregiudicare la struttura, o che sapesse “inventare” qualche nuova soluzione per far crescere i propri clienti.
Allo stato attuale, ho la sensazione che la categoria si sia mossa ancora poco, e che, nonostante riesca ad intercettare ed interpretare correttamente i segnali che il mercato ci lancia ogni giorno, faccia ancora fatica a realizzare e concretizzare le giuste risposte, vuoi per conservatorismo, vuoi per risorse impegnate altrove; ad ogni modo, sono del parere che la strada che in generale il commercialista ha imboccato, soprattutto quelli più giovani, sia quella corretta.

Ritengo che l’aggiornamento costante e l’innovazione continua rappresentino una importante e decisiva risposta alle attuali sfide che il mercato impone a tutti

Come utilizza le nuove tecnologie (smartphone, tablet, cloud) per la sua professione?

Ho costruito il mio manuale di studio quasi esclusivamente sulla tecnologia, e la mia software house, a suo tempo, mi comunicò che io fui il loro primo cliente ad adottare la versione “cloud” del loro programma quando il termine “cloud” non esisteva ancora per identificare questo servizio di condivisione. Inutile pertanto sottolineare quanto la tecnologia sia davvero un plus formidabile per aiutare la professione, ma non è il solo; occorre anche una solida organizzazione del lavoro e collaboratori disposti a “seguire” questa impostazione, altrimenti il rischio è di disperdere soltanto risorse ed energia.
La tecnologia, però, non è soltanto un ottimo viatico per “fare meglio e più in fretta”, ma secondo me rappresenta la risposta più convincente e di più facile implementazione per consentire quel recupero di efficienza a cui ci stanno chiamando dall’Europa e dal mondo. Mi aspetto pertanto una esplosione di nuovi servizi tecnologici in futuro e di nuove opportunità per il commercialista, soprattutto nel data mining, Big Data analysis, interpretazione dei dati e creazione di nuove soluzioni, più rapide, più efficaci, più performanti.

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