La tua Startup è innovativa?

Negli ultimi mesi uno tra i quesiti più frequenti in merito al tema delle startup è sicuramente quello di capire quando queste ultime sono da considerarsi “innovative” e soprattutto se esistono dei fondi cui è possibile intercettare.

Startup innovative

Una visione ufficiale e dettagliata delle startup innovative è sicuramente dettata dall’articolo 25, comma 2, del decreto legge 179/2012 secondo cui le società di capitali, anche in forma di cooperative, possono assumere la condizione di startup innovative se rispettano una serie di requisiti.

Una società che viene riconosciuta startup innovativa godrà, quindi, di una serie di benefici che le consentiranno di avere un vantaggio nel mercato dei capitali e soprattutto una maggiore flessibilità nel management delle risorse umane.

Se entriamo nello specifico, una Società a Responsabilità Limitata che rientra nello status di startup innovativa, potrà essere costituita con quote di partecipazione di offerta al pubblico attraverso prodotti finanziari o con quote di partecipazione possedute dagli stessi dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo attraverso dei meccanismi d’incentivazione.

I capitali di rischio potranno essere raccolti anche attraverso portali internet e in caso di perdite che riducono di oltre un terzo il capitale sociale, i termini contenuti negli articoli 2446, 2447, 2482-bis e 2482-ter del Codice civile sono aumentati di un anno.

Basti pensare che è freschissima la notizia secondo cui il documento di consultazione, pubblicato dalla Consob, sul nuovo regolamento in materia di crowfunding, ossia la raccolta di capitali da parte di imprese start up innovative tramite portali on line, sarà presto approvato.

Il regolamento la cui consultazione si chiude il 30 aprile prossimo, darà esecuzione alla delega assegnata alla Consob sulla disciplina regolamentare contenuta nel “decreto crescita bis”.

Requisiti Startup

Ma torniamo un attimo ai requisiti sulla startup innovativa. È bene tenere a mente che una startup innovativa, in base alle norme dettate in materia, rimane tale in maniera del tutto temporanea. La decorrenza è fissata, infatti, a 4 anni dalla data di costituzione e viene riconosciuta solo dopo il deposito presso il registro delle imprese di una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che attesti il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 25 del decreto legge 179/2012. Tale osservanza deve essere riprodotta ogni anno entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque non oltre sei mesi dalla chiusura dell’esercizio.

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Quindi, per farla breve, essere startup innovative rappresenta sicuramente un vantaggio, non solo in termini di innovazione ma soprattutto in termini fiscali. Tuttavia, è bene anche essere un attimo con i piedi ben saldati a terra, a considerare che il nostro Paese, non è ancora cosi all’avanguardia da permettere a un gruppo di persone di far nascere una startup dentro un garage, anche se, in tempi relativamente brevi, le cose potrebbero cambiare.

Maurizio Maraglino Misciagna

Maurizio Maraglino Misciagna

Dottore Commercialista, Revisore legale, giornalista pubblicista e innovatore. Presidente Ugdcec Taranto e Puglia Startup.
Dal 2015 è coordinatore scientifico per Commercialista.com/extra
Maurizio Maraglino Misciagna

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