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Accertamenti, controversie, sanzioni e gestione dei rapporti con Equitalia

Accertamenti Fiscali

Gli Accertamenti Fiscali

Gli accertamenti fiscali sono quelle procedure che permettono di individuare gli obblighi tributari dei contribuenti. Punto di partenza di questa procedura è l’identificazione della base imponibile su cui viene calcolato il debito di imposta di un soggetto passivo. E fa capo al potere di vigilanza e di ispezione che hanno le autorità finanziarie verificare l'effettivo rispetto delle norme tributarie da parte dei contribuenti. In Italia gli accertamenti fiscali sono effettuati dall'Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza.  L’Agenzia delle entrate tuttavia è l’organo centrale nel coordinamento del servizio anche con gli altri enti. In più, dal 1° dicembre 2012, l'Agenzia del territorio è confluita nell'Agenzia delle Entrate, con  tutte le funzioni e le risorse umane  e finanziarie (art. 23 quater del decreto legge n. 95/2012.)

Tipologie Accertamento Tributario

Tipologie di Accertamento Tributario

Due sono i modi in cuil’accertamento tributario può avvenire:

  • Mediante Dichiarazione del contribuente che comunica al fisco le proprie entrate e la propria situazione patrimoniale e nello stesso tempo calcola il tributo da pagare secondo le vigenti normative.  Ovviamente le autorità fiscali effettueranno dei controlli sulle dichiarazioni dei contribuenti per verificare sia l’esattezza dei calcoli del tributo e del patrimonio sia l’effettivo versamento del tributo.
  • Mediante Accertamento di ufficio con cui le autorità fiscali comunicano al contribuente l’importo del tributo sulla base delle informazioni reperite d’ufficio.

Generalmente le verifiche sono effettuate  per controllo a campione dall'Agenzia delle Entrate o per  mancata coincidenza dei parametri del redditometro e degli studi di settore. Ma a tal proposito c’è da sottolineare come a partire dal 2011 i poteri di indagine dell’amministrazione finanziaria siano stati rafforzati,  in particolare con la possibilità di reperire informazioni perfino dagli enti assicurativi dei contribuenti (articolo 23 del D.L. 98 del 2011). Qualora l’amministrazione finanziaria, a seguito dei suoi controlli, rilevi  dei vizi sulle dichiarazioni o accerti  una capacità contributiva superiore a quella dichiarata, può emettere essa stessa, e senza ricorrere all’autorità giudiziaria, degli atti amministrativi di accertamento tributario e di irrogazione della sanzione. In tutti questi casi più o meno lievi di illeciti amministrativi,  tramite Equitalia, l’agente incaricato della riscossione, viene emessa cartella esattoriale per la riscossione delle imposte dovute con le sanzioni amministrative applicate. In caso di avviso di liquidazione, di accertamento o di cartella di pagamento, il contribuente, se ritiene l’atto illegittimo o infondato, può sollevare le sue opposizioni, con ricorso motivato alla Commissione Tributaria provinciale per chiedere l’annullamento, totale o parziale, degli atti dell’amministrazione finanziaria. Si instaura così un vero e proprio contenzioso amministrativo o un contenzioso tributario.

Iter controversie tributarie

Iter delle controversie tributarie

L’iter delle controversie in materia tributaria è scandito da due gradi di giudizio di merito ed uno di legittimità:

  • Primo grado: Commissione Tributaria Provinciale. Da adire per opporsi agli atti dell’Agenzia delle Entrate, degli Enti locali, delle Dogane ed anche alle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione come Equitalia;
  • Secondo grado o appello: Commissione Tributaria Regionale. Da adire per impugnare le sentenze delle Commissioni Tributarie Provinciali;
  • Legittimità Corte di Cassazione: per impugnare le sentenze della Commissione Tributaria Regionale sotto un profilo esclusivamente formale e di legittimità.

Le Commissioni Tributarie, ai sensi dell'art. 2, c.1-2, d.l. n. 546/1992 hanno giurisdizione su:

  • le liti su tributi di ogni categoria o provenienza, sulle sovrimposte e le addizionali, comprese  le sanzioni amministrative ad esse relative, gli interessi e ogni altro diritto accessorio;
  • le liti di natura catastale, come quelle relative al classamento,  l'intestazione dei terreni e la rendita catastale;
  • le liti aventi ad oggetto l’imposta comunale sulla pubblicità e sulle affissioni pubbliche e il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche ecc."

Esiste a tal proposito una procedura telematica attraverso la quale il contribuente, se abilitato al servizio Entratel, offerto da Fisconline, può accedere ad una banca dati in cui è inserito anche ogni dato relativo al suo ricorso, in modo da poter conoscere data delle udienze, composizione del collegio giudicante e tutto quello che lo riguarda.

Oggetto del Contenzioso Tributario

Oggetto del Contenzioso Tributario

Il contenzioso tributario può avere ad oggetto esclusivamente uno degli atti elencati dall'art. 19 del decreto legislativo n. 546/1992:

  1. l'avviso di accertamento del tributo che con il d.l. n.70/2011 diviene titolo esecutivo al pari della cartella esattoriale e ad essa equivalente, potendo dare luogo a riscossione coattiva .
  2. l'avviso di liquidazione del tributo;
  3. il provvedimento che irroga le sanzioni;
  4. il ruolo e la cartella di pagamento;
  5. l'intimazione ad adempiere;
  6. l'iscrizione di ipoteca sugli immobili;
  7. il fermo di beni mobili registrati;
  8. gli atti relativi alle operazioni;
  9. il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti;
  10. il diniego o la revoca di agevolazioni o il rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari;
  11. ogni altro atto per il quale la legge ne preveda l'autonoma impugnabilità davanti alle commissioni tributarie".

Alla giurisdizione del giudice ordinario invece appartengono l’ esecuzione forzata, la pignorabilità dei beni, l’opposizione di terzo e i ricorsi contro l'agente di riscossione, anche se vertano su uno degli atti presenti in elenco.

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Il processo tributario, il reclamo e il ricorso: procedura operativa

Reclamo

Il processo tributario ha avvio, di norma, con il ricorso alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente. Tuttavia, al fine di agevolare la rapida definizione delle controversie tributarie, il legislatore ha introdotto uno strumento stragiudiziale snello e spesso efficace, il reclamo, (art. 39 D. L. 98/2011) da esperire obbligatoriamente prima del ricorso, per le sole cause di valore inferiore a ventimila euro. In caso di insuccesso della composizione della controversia con il reclamo, si potrà procedere con il contenzioso tributario, notificando il ricorso entro 60 giorni dalla ricezione dell’atto impugnato, (90 per gli avvisi di accertamento) all’ufficio che l’ha emanato. Si applica, però, nel computo del termine, la sospensione feriale dal 1º agosto al 15 settembre. Questo periodo di tempo, pertanto, non va mai calcolato nel termine di 60 giorni.

La notifica poi può avvenire:

  • mediante consegna brevi manu;
  • per posta, con raccomandata con avviso di ricevimento;
  • con ufficiale giudiziario.

Costituzione in Giudizio

Il passo successivo per il contribuente è quello della costituzione in giudizio. Entro 30 giorni dalla  notifica del ricorso, deve depositare in Commissione Tributaria, copia del ricorso notificato con la nota di iscrizione a ruolo allegata (in sostituzione dell’imposta di bollo, ex D.l.138/2011art. 2, comma 35-quater, lett. c).

L'ente finanziario si costituisce in giudizio entro 60 giorni dalla ricevuta notifica del ricorso, depositando un atto di controdeduzione presso la segreteria della commissione. In mancanza di tempestiva costituzione, tuttavia l’ente finanziario non incorre in decadenze importanti, se non in quella relativa alla produzione documentale. L'ente infatti può costituirsi anche il giorno stesso dell’udienza, poiché l'atto impugnato contiene in sé, già in nuce, tutti gli atti e i fatti giustificativi della pretesa tributaria. L’ente, pertanto, non ha bisogno di provare la sua pretesa, poiché qualunque  provvedimento amministrativo, per esistere come tale, deve essere sempre per legge motivato.

Il ricorso non sospende però l’efficacia del provvedimento che si intende impugnare. Ciò significa che le somme richieste con l’atto impugnato vanno versate comunque. Solo se il ricorso sarà accolto, il contribuente sarà rimborsato di quanto versato in eccedenza, con i relativi interessi. Più nello specifico, il contribuente ricorrente è tenuto a versare almeno il 30% dell'importo oggetto di contestazione per poter fare ricorso. A pena di inammissibilità. Molte sono state le opposizioni sollevate nei confronti di quest’obbligo, che penalizza gravemente il diritto di difesa, poiché è incompatibile con la presunzione d'innocenza.

Certo nulla vieta al contribuente di proporre un’apposita istanza, in calce al ricorso, per chiedere alla Commissione la sospensione provvisoria dell’atto impugnato, ma per avere speranze di accoglimento, la domanda deve essere ben motivata e provata :  dall’anticipo della sanzione deve derivare un danno grave al contribuente ed il suo ricorso deve essere almeno apparentemente  fondato. Nel caso del solo avviso di accertamento, la sospensione, se richiesta, è automatica e dura fino alla decisione del giudice tributario, che ha 6 mesi per pronunciarsi. Ma nel silenzio si intende respinta.

Obbligo assistenza difensore abilitato

Se le controversie hanno un valore superiore a 2.582,28 euro è obbligatoria l’assistenza di un difensore abilitato, ma anche in altri casi di particolare complessità tecnica del procedimento, la Commissione può ordinare al contribuente di munirsi di un assistente tecnico, benché non sia obbligatorio. Tutte le controversie sono di regola discusse in “Camera di consiglio” senza le parti. A meno che non sia fatta espressa richiesta di trattazione in udienza pubblica alla Commissione stessa. La sentenza che definirà il contenzioso tributario, sarà comunicata alle parti a cura della segreteria della Commissione, ma se le parti hanno interesse a notificare esse stesse la sentenza, possono provvedervi autonomamente.

Giudizio di ottemperanza

Al deposito ed alla notifica della sentenza, può seguire un‘ulteriore fase, il giudizio di ottemperanza, con cui il contribuente che ha vinto il ricorso, dopo aver messo in mora l’amministrazione finanziaria per ottenere l’esecuzione della sentenza, entro 30 giorni, presenta un ulteriore ricorso al Presidente della Commissione che ha emesso la sentenza per chiedere giudizialmente la sua esecuzione. Entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza (o 6 mesi dal deposito se non c’è stata notificazione), la parte che ha interesse, può proporre appello alla Commissione Regionale. Il giudizio di appello è essenzialmente un nuovo esame degli stessi elementi proposti in primo grado.

Il procedimento di notifica e deposito da questo momento in poi segue le stesse regole del giudizio di primo grado. Ma in appello vige il divieto di proporre nuove domande e la conseguente rinuncia alle domande non riproposte. Il termine coincide con quello previsto per la costituzione in giudizio, cioè entro trenta giorni dalla data di notifica dell’atto di appello.

Spese di giudizio e onorari nel contenzioso tributario

Nel contenzioso tributario si applica il principio della soccombenza, per cui le spese di giudizio e tutti gli onorari dei difensori, la cui assistenza tecnica è obbligatoria, sono a carico della parte  sconfitta. La Commissione Tributaria però può diversamente disporre, ove le circostanze lo consiglino. Per esempio può stabilire la compensazione delle spese in caso di soccombenza parziale, nel caso in cui ricorrano giusti motivi o per equità. Tuttavia, la compensazione deve essere adeguatamente motivata ed il solo provvedimento che la dispone, può, a sua volta, essere impugnato. In più i contribuenti, per le nuove disposizioni in vigore dal 7 luglio 2011 (d.l. n. 98) dovranno pagare il contributo unificato. Sono obbligati a sottoscrivere, in calce al ricorso, qual è il valore della loro lite. Ciò proprio ai fini dell'individuazione della classe di contributo unificato in cui rientrare. Il ricorso così non è più assoggettato alla precedente regola della marca da bollo di 14,62 euro, ogni 4 pagine, ma sarà soggetta al contributo unificato.

Tabella Contributo Unificato

Valore della lite Importo del contributo
Fino a euro 2.582,28 Euro 30
Da euro 2.582,29 a euro 5.000 Euro 60
Da euro 5.001 a euro 25.000 Euro 120
Da euro 25.001 a euro 75.000 Euro 250
Da euro 75.001 a euro 200.000 Euro 500
Da euro 200.001 in poi Euro 1.500

Preventivi richiesti da altri utenti

andrea rossi

Buon giorno vorrei sapere i vostri preventivi per le contabilita'.saluti

bregge tatiana

praticamente ,in breve ,l azienda per cui lavoro dopoun infortunio di quattro mesi mi rilascia una busta paga la quale dice che e sbagliata poi mi raccontano un sacco di frottole mi danno la (quella effetiva )e devo alloro 350<em class="omissis">&lt;omissis&gt;</em>euro.a mio avviso da gennaio a settembre nn ho mai visto un soldo in piu del mio stipendio ,quindi domanda :voglio una revisione dei miei conti .specifico anche la durata del mio infortunio di quattro mesi fine genn.fine maggio.ringrazio in anticipo .

Alessandro casetta

Ho ricevuto un avviso di accertamento fiscale ma dai dati contestati e quanto emerge dalla verifica ci sono delle palesi incongruenze

Sergio Maggi

Salve, sono <em class="omissis">&lt;omissis&gt;</em>, avrei bisogno di un professionista che mi aiuti a chiudere una società sas, tale società è inoperativa dal 2006 ma da qualche tempo ricevo cartelle di equitalia. Il commercialista che aveva l'incarico sia della contabilità che della messa in liquidazione pare non abbia più nulla.
La situazione è un po' complessa.
Grazie

Giovanni Papa

Quanto costa fare ricorso in commissione tributaria a novara per e cartelle mai arrivate con vizi di forma o (più di 5 anni o 10 anni ) di vari enti per circa 8000 euro .

grazie

Mihai Magdalin

Ho aperto la partita IVA come libero professionista nel 2009. Vorrei avere informazioni su come chiuderla per aprirne una nuova con le agevolazioni per i giovani (25 anni). Ho avuto dei problemi a tenere traccia dei pagamenti (tasse, IVA, ecc) e volevo avere degli accertamenti su questo.

sergio frigerio

buon giorno mi chiamo <em class="omissis">&lt;omissis&gt;</em> vivo dal 1992 in san Francisco quando sono partitoavevo laschiato l'incarico ad un avvocato di chiudere le mie pozizioni ma sembra che non abbia fatto niente. mi sono arrivate delle cartelle di pagamento da equitalia da parte dell'i.n.p.s. avrei bisogno di qualche duno che vadi all'i.n.p.s.per vedere quale situazione mi trovo dopo 22 anni fuori dall'italia l'avvocato che avevo pagoto molto bene non c'e' piu'..

Paulo Calhau

Buon giorno Sono un lavoratore straniero in Italia dal novembre 2012. Ho bisogno di aiuto nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Vorrei essere contattato da qualcuno che parla inglese.

Grazie mille